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Scoprire di essere stati esclusi da un'eredità, o ritenere che un testamento non rispecchi davvero la volontà del defunto, sono situazioni che generano spesso incertezza su cosa sia effettivamente possibile fare. La legge prevede due strade distinte per contestare un testamento — la nullità e l'annullabilità — che non vanno confuse tra loro, perché comportano presupposti, termini e conseguenze molto diversi.

Testamento nullo o annullabile: la differenza

Un testamento è nullo quando è affetto da un vizio così grave da renderlo, di fatto, come se non fosse mai stato scritto: può essere contrario a norme imperative di legge, oppure presentare difetti di forma tali da rendere incerta la sua stessa autenticità.

Un testamento è invece annullabile quando è stato scritto da una persona che, al momento della redazione, non era in grado di esprimere una volontà libera e consapevole — perché incapace di intendere e di volere — oppure quando chi lo ha scritto è stato ingannato o costretto. In questi casi l'atto esiste ed è formalmente valido, ma può essere rimosso su richiesta di chi ne ha interesse.

Quando il testamento è nullo: alcuni esempi

Un tipico esempio di nullità per difetto di forma riguarda il testamento olografo che non è stato scritto interamente di proprio pugno dal defunto, oppure che manca della firma.

Un esempio di nullità per contrarietà a norme imperative è invece quello di chi lascia in eredità il proprio patrimonio a un figlio a condizione che sposi una persona scelta dal testatore stesso: una clausola di questo tipo limita in modo inammissibile la libertà personale dell'erede e per questo è colpita da nullità.

Un aspetto importante riguarda i tempi: la possibilità di far valere la nullità di un testamento non ha limiti temporali, fatti salvi gli effetti che nel frattempo si siano eventualmente prodotti per usucapione sui beni ereditari.

Quando il testamento è annullabile, e in quanto tempo agire

Diverso è il caso del testamento lasciato da una persona ritenuta o dichiarata incapace di intendere e di volere, oppure indotta a testare con l'inganno o con la costrizione. In queste ipotesi il testamento non è nullo in automatico, ma annullabile su richiesta di chi ne ha interesse, entro un termine preciso: cinque anni.

Il calcolo di questo termine cambia a seconda della causa:

Trascorso questo termine senza che l'azione sia stata promossa, il testamento resta valido ed efficace, anche se il vizio che lo affliggeva era realmente esistito.

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